LorenzoC : web, tech e altri farfugli
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mar 13 maggio 2008

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Google Trends mi conferma che di Osama non parla piu' nessuno.

mar 13 maggio 2008

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berlusconi times of india
Uno sta fuori un po'.

Fuori anche dal circuito mediatico solito e consueto.

Sulla via di casa si mette a leggere il "The Times of India", che non e' proprio il New York Times.

E comunque si trova davanti una paginetta e un titolo come quelli in foto e pensa che a le cose non devono essere migliorate.

Poi arrivi e scopri che Zoro e' andato a Matrix e Schifani e' diventato presidente del Senato.

Non era meglio il contrario ?

sab 10 maggio 2008

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tibet tenda
Kathmandu cerca di levarsi di dosso un po' di polvere con questo temporale di maggio. E' notte. Piove e un po' sembra di stare dentro Blade Runner.

Sono giorni intensi gli ultimi prima di lasciare per la seconda volta il Nepal.

Sulla salita dello stupa di Swayambhunath da fine marzo c'e' la grande tenda dei tibetani in protesta.

Protesta silenziosa e ritmata dalle preghiere. Giovani e anziani. Rughe e cellulari. Anche 10 minuti qui con loro hanno senso.

A Boudhanath, all'estrema periferia di Kathmandu, tra strade che non hanno nome, ma solo sassi e polvere, c'e' invece la Buddhist Child Home.

E' una piccola struttura che ospita oggi 55 bambini orfani, raccolti per strada, portati dalla polizia, dagli ospedali, da madri in difficolta'. Da 16 anni opera (in gran parte grazie a donazioni private) per salvare queste piccole vite puntando tutto sull'educazione.

Un tetto, un pranzo, una cena, ma sopratutto libri, musica e le migliori scuole.

buddhist child home
Arrivare qui vuol dire essere investiti da un ciclone di entusiasmo sotto i 50 cm. Vuol dire essere trascinati nella piu' innocente e pura delle felicita'. Vuol dire ridere e pensare.

Fuori sul muro c'e' una frase del premio nobel Gabriela Mistral:

We are guilty of many errors and many faults but our worst crime is abandoning the children, neglecting the fountain of life. Many of the things we need can wait. The child cannot. Right now is the time his bones are being formed, his blood is being made, and his senses are being developed. To him we cannot answer 'Tomorrow.' His name is 'Today.



sab 10 maggio 2008

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Poco sopra Lobuche, infilato in una piccola conca, c'e' un piccolo gioiello italiano, ovvero la piramide del CNR per la ricerca scientifica ad alta quota.

Qui scienziati di tutto il mondo fanno la fila per poter fare, a turni di 6, ricerche in questo ambiente tutto particolare.

Come responsanbile tecnico della struttura c'e' Gian Pietro Verza, uno da conoscere.

E' li' sul piazzale con un paio di radio in mano e un telefono satellitare.

Sta coordinando con Agostino da Polenza la missione italiana "Share Everest" che a fine maggio cerchera' di portare' sull'Everest una piccola stazione meteo.

Certe volte si e' orgogliosi di essere italiani.



ven 09 maggio 2008

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Lobuche son quattro case di sasso buttate in mezzo alla polvere, li' dove il grande ghiacciao del Khumbu si curva ad est.

Dentro al piccolo lodge, in pochi metri quadri, le lingue si sprecano e le razze si confondono. Gli indiani benestanti, le guide nepali cotte, gli italiani caciaroni, gli occidentali freak, i coreani imperturbabili. E tanto altro.

Quando dalla porta entra, quasi chinandosi a terra, il tedesco lungo lungo e dal capello sparpagliato e dalla barba incolta, a tutti pare entrato Ciubecca in persona.

E la scena da interporto di Guerre Stellari e' quindi completa.

ven 09 maggio 2008

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Sopra i 4.000 metri abbondanti dormire diventa sempre piu' complicato. Tutto diventa sempre piu' complicato. Anche cose semplici come respirare.

Le apnee notturne sono una esperienza brusca e perfino poco raccomandabile.

6 respiri e poi non arriva il settimo. Chissa' perche'.

Noi mammiferi pallidi e coccolati dobbiamo arrenderci all'evidenza, non siamo fatti per vivere troppo a conttatto con il cielo.

Possiamo solo assaaggiarlo un po'.

gio 08 maggio 2008

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torcia everest tibet
Il Renjo La e' uno straordinario balcone sul tetto del mondo. Dai suoi 5.400 e passa metri poi guardare dritto negli occhi gran parte dei colossi himalayani.

Mentre i cinesi si dannano l'anima per portare la torcia olimpica su un simbolo come l'Everest, noi portiamo quassu un altro piccolo simbolo. Tutto nostro e molto sentito.

Lo trovate nelle foto.

torcia everest bandiera pace
Per chi non fosse pratico di profili himalyani, quello li' dietro alle bandiere e' l'Everest o come lo chiamano i tibetani, il Chomolangma

mer 07 maggio 2008

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Piu' si sale piu' si capisce, meglio si intuisce, la potenza della natura, quasi la prepotenza su tutto il resto. Ovvero su di noi piccoli mammiferi.

Ci si sente piccoli rispetto al tutto. E ci si sente poco eterni.

La valle di Thame mentre perde i suoi pochi gruppetti di case diventa piu' che selvaggia.

Lassu', che ancora non si intravede, il passo del Nangpa La.

E' un po' anche per lui che sono qui.

Studiato sulle cartine, guardato nelle poche foto.

Il Nangpa La per secoli e' stato "l'autostrada" degli sherpa.

Via di commercio tra l'altopiano tibetano e il Nepal, riservata in esclusiva al popolo sherpa dai sovrani nepalesi.

Dal 1959 il governo cinese ha chiuso il transito a tutti. Solo poche caravane di yak attraversano il passo con la stagione buona.

Dal 1959 questo passo di ghiaccio e rocce a 5.700 metri e' diventato la via principale di fuga dei profughi tibetani che, via Nepal, cercano di raggiungere il Dalai Lama in India.

Uomini, donne, ragazzi e anche bambini. Intere famiglie. Rischiano un viaggio incredibile con scar[ette da ginnastica e qualche maglione. Chi non muore di freddo o dentro un crepaccio, chi non rimane accecato dal riverbero del ghiacciaio il piu' delle volte incappa nelle sempre piu' frequenti pattuglie cinesi.

Nell' ottobre del 2006 alcuni alpinisti occidentali fermi al campo base del Cho Oyu hanno ripreso quella che si puo' definire una vera e propria esecuzione di alcuni esuli tibetani da parte di soldati cinesi.

Le autorita' di Pechino hanno definito l'episodio come "incidente".

Giudicate voi.

mer 07 maggio 2008

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La vecchia signora e' piccola. Quasi minuscola.

Nella cesta sulle spalle non c'e' ancora molto. Ma si china spesso e presto il doko si riempira'.

E' un carico prezioso per certe altezze. E' un carico che permette di scaldare le sere piu' fredde dell'Himalaya.

Sopra i quattromila metri non ci sono piu' alberi e per riscaldarsi si usa merda di yak dentro la stufa.

Si avete capito bene: riscaldamento a merda.

Poco elegante ma efficace.

Ve lo posso assicurare.



mar 06 maggio 2008

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arpa sherpa
La valle di Thame e' stata aperta agli stranieri solo nel 2005. Rimane, nella zona del Solu-Khumbu, quella meno frequentata e piu' intatta. Pochi 'traffico', meno visi pallidi, pochi lodge. Uno dei piu' frequentati, si fa per dire, e' quello della piccola leggenda locale: Arpa Sherpa.

Questo omino ( lo vedete in foto) con l'aria da ragionere, e' uno che si e' fatto 17 volte su e giu' dall'Everest. Questo saliscendi faticoso gli procura adesso buoni affari e molti sorrisi, a cui lui ricambia sempre con grande cortesia.

Uno scatto anche per noi che di saliscendi non ne abbiamo fatto neanche uno.

lun 05 maggio 2008

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thamo monastery
Ci sono certi viaggi e in questi viaggi ci sono certi momenti. Uno di questi momenti e' a Thamo, piccolo gruppo di anime a 3.500 metri sulla sentiero polveroso che porta a Thame (poca fantasia per i nomi, lo so).

Qui, in questo piccolo angolo di mondo c'e' un piccolo monastero, una stanza appena, affidata alle cure di un gruppo di monache tibetane in esilio. Gentili, premurose, dagli occhi dolci. Ci invitano a prendere il the dentro questo angolo di Tibet salvato dal tempo, dal progresso e dai cinesi.

Gran parte delle preghiere nella cassettiera sul muro infatti sono state trafugate dall' altopiano tibetano dal lama locale dopo il 1959 e l'inizio della occupazione.

La "suorina" piu' vecchia ci offre i biscotti. Al braccio porta il lutto per i fatti di Lhasa del marzo scorso.

Ci guardiamo curiosi, ci ascoltiamo curiosi, con Ngima che prezioso ci traduce.

L'acqua nelle decine di tazze dorate e' fresca e chiara. Cosi' deve essere.

thamo nuns
Il the fuma davanti alle nostre facce e il tempo corre veloce. Vorremmo stare qui, sospesi, per molto ancora ma e' tempo di andare.

Facciamo la nostra offerta.

Il minimo per salvare questo piccolo mondo dal resto del mondo grande la' fuori.

Le "suorine" pregheranno per noi perche' quello e' il loro compito.

Se andra' tutto bene, come credo, ci sara' anche il loro zampino.

Ci salutiamo da lontano con un ultimo grande sorriso.

Certi momenti valgono certi viaggi.

mar 29 aprile 2008

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biliardo nepal
Il paradise Club e' l'angolo rock del Khumbu. Un posto improbabile a 3.400 metri ma con buona musica che svaria dai Dire Straits ai Pink Floyd a molto altro. Divani con pelle di yak, molto freak. Uno alla moda a Milano chissa' quanto pagherebbe.

null
Fa strada Ganzen che della truppa di Ngima e' quello piu' occidentale ma sul telefonino c'ha l'adesivo maoista.

Si ride, si beve, si scherza, ci si sfida a biliardo Italia-Nepal. Il Paradise con tutte le magliette autografate appese ai muri e' la meta conclusiva di molte spedizioni.

biliardo nepal
Noi siamo gia' qui e non abbiamo neanche cominciato.

Qualcosa vorra' dire.

lun 28 aprile 2008

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alla faccia dei cinesi
Il soldato ride quando ripeto la battuta di David Relin del giorno prima. "I have only a fire extinguisher". Cosi' controlla distratto lo zaino ed evito di farlo incappare nel satellitare. Pare non siano graditi da qui in su. Questa ossessione per la fiaccola olimpica cinese in vetta all'Everest ha contagiato anche il governo Nepalese, che per non scontentare il vicino ingombrante, comincia a controllare molto prima di di Namche Bazar. Uno, due, tre volte.

Controlli che pero' vengono tradotti nello stile nepalese: un po' svogliati e un po' distratti.

Insomma se qualcosa vuol passare, passa. Chesso', una bandiera a caso.

Namche ti si para davanti, improvvisamente, dietro una curva del sentiero dopo una salita che toglie il fiato.

namche bazar
Questo paesino, che normalmente non fa mille anime, e' il fulcro del mondo sherpa. Nella stagione buona si popola di questi strani personaggi che sono i trekker. Qui ci trovi un po' tutto quello che ti serve per salire piu' in alto. Perche' poi piu' in alto non c'e' piu' niente. Puoi trovare anche le crocks. Giuro.

Ngima ha scelto per noi la Thawa Guest House che e' un piccolo gioiellino con internet point e wifi. Ebbene si anche a 3.400 metri la rete delle reti arriva. E anche abbastanza bene.

dom 27 aprile 2008

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E' un piccolo grande mondo quello che ti fa incontrare su un sentiero ai confini del mondo qualcuno che ti fa dire 'guarda chi c'e'. Davvero succedono strane cose quando si viaggia.

E' lo stesso piccolo mondo che ci fa pranzare per caso con Arpa Sherpa, 17 volte sull'Everest, che a vederlo proprio non diresti. Sta accompagnando giu' a Lukla Devid Relin che scrivera' la sua storia nel suo prossimo libro.

Con Arpa Sherpa ci ritroveremo fra un paio di giorni come ospiti a casa sua a Thame lungo la salita al passo del Nangpa La, passaggio storico tra Nepal e Tibet. Li' magari ci faremo raccontare com'e' questo saliscendi dal tetto del mondo.

sab 26 aprile 2008

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volare lukla
Al baretto improvvisato dell'aereoporto di Kathmandu, settore voli interni, la fila per il caffe' e' solo per i pochi italiani assonnati. Fuori, in pista, ci aspetta una specie di 'tram con le ali' diretto a Lukla, porta d'ingresso obbligata della zona del Khumbu, li' sotto a molti 8.000, tra cui l'Everest. La Yeti Airlines sul 'tram con le ali' mette a disposizione anche una elegantissima hostess che pero' non riesce a cancellare tutti i timori. Per di piu' se ti ritrovi in prima fila, praticamente in cabina, e uno dei piloti pesca da non si sa dove un foglio di carta per ripararsi dal sole negli occhi e ogni tanto spazza il vetro con il suo fazzoletto, per vederci meglio.

volare a lukla aereoporto
Una buona vista e molta pratica comunque la deve avere per atterrare sulla incredibile pista di Lukla, corta uno sputo e tutta in salita, dove causa montagna, si ha a disposizione un solo tentativo. O atterri o hai un incontro ravvicinato con la montagna.

Siamo atterrati.

ven 25 aprile 2008

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panchem lama
Mentre li' e' il 25 aprile, giorno della liberazione, qui davanti mentre batto sui tasti della tastiera passa la piccola processione, con in testa i monici buddisti, che cerca un'altra liberazione.

La sua.

freelance

Come scrivo e di cosa scrivo fuori di qui.

Assaggi nel caso vogliate farmi qualche proposta decente, eventualmente anche indecente.



vallestrina
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