LorenzoC : web, tech e altri farfugli
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dom 09 giugno 2013

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Un fottuto, normalissimo eroe.

Edward Snowden

ven 07 giugno 2013

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prism sorveglianza

Prism, il programma di sorveglianza digitale made in Usa emerso ieri grazie agli scoop di Washington Post e Guardian, ha già una sua pagina su Wikipedia.

I dettagli della vicenda non sono ancora ben definiti ma ce n'è già abbastanza per mettere in seria difficoltà e imbarazzo la Casa Bianca, il Congresso e i big player della Rete.

Nel frattempo, prendendola alla leggera, possiamo immaginare un Obama che scende e affronta una conferenza stampa con i toni di Jack Nicholson in "A few good men".

E infine, se fossi uno di quelli che copia-incollava su Facebook la sballatissima catena di Sant'Antonio del "il ministro degli interni italiano ha chiesto ( e ottenuto) l'accesso ai profili fb" (venendo regolarmente perculato), andrei sotto le finestre di tutti noi persone di buon senso a fare "perepepe".

gio 06 giugno 2013

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Il Governo ha trasmesso alla Camera il testo base ufficiale per la nuova normativa sul finanziamento ai partiti.

Sparisce la norma discussa e discutibile dell'assegnazione anche del cosiddetto inoptato ovvero il "2 per mille" delle imposte di quelli che per distrazione o disinteresse non effettuano alcuna scelta (nel caso dell'8x1000 questa percentuale è quasi del 60%, mentre è solo del 40% con il 5x1000).

Rimangono invece alcune sovrapposizioni contabili ballerine tra la vecchia e nuova normativa. Comunque nel 2017, a regime, il tetto massimo di finanziamento sarà di 55 milioni di euro.

In sostanza in questa forma il 2x1000 assomiglia quasi interamente al vecchio 4x1000 che fu introdotto nel 1997 e "miseramente" ritirato due anni dopo. Un'esperienza disastrosa ma esemplare dell'incapacità legislativa ed organizzativa della politica italiana. Per non dire della malizia.

Schematicamente andò così:

Leggi Tutto....
mar 04 giugno 2013

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Alessandro Di Battista, astro nascente del Movimento 5 Stelle, quello con il babbo in stile Guzzanti, oggi ribadisce ancora una volta che destra e sinistra pari sono e se la prende con il “radicalchicchismo”:

"Ripeto, non sono di sinistra. Oltretutto reputo che la tendenza al “radicalchicchismo” di una certa sinistra abbia contribuito a distruggere l'Italia cosi' quanto il piu' becero berlusconismo.... Io non sono di sinistra, ovvio, non sono neppure di destra, sono del 78'! Tutto qui'.

Il pellegrinaggio a La Higuera sotto il monumento al Che in effetti è poco radicalchic, non c'entra niente con la sinistra e soprattutto fa molto 1978.

gio 23 maggio 2013

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La strage di Capaci e il ricordo di Falcone occupano oggi ampi spazi dei social network italiani e dei media in generale. E' un anniversario, seppur sghembo e non tondo. Il ventunesimo.

Non è sempre stato così.

In vent'anni lo strambo e coraggioso ficus magnolioide di via Notarbartolo ha visto un'altalena di numeri: dalle centinaia di migliaia del 1993, alle poche centinaia della fine degli anni novanta. Negli ultimi anni, grazie soprattutto al lavoro fatto nelle scuole, il ricordo di Falcone, di Francesca Morvillo e degli uomini della scorta, vive nell'allegria spensierata e chiassosa di migliaia di ragazzi e ragazze catapultati da tutte le parti d'Italia in una Palermo spesso distratta.

Nel 1995, solo tre anni dopo la strage, il convegno organizzato dalla Fondazione Falcone venne intitolato simbolicamente "Capaci, quanto tempo fa ?". In quegli anni la tomba di Falcone e Morvillo al cimitero Sant'Orsola era sorvegliata giorno e notte da un soldato per evitare vandalismi e profanazioni. In quello stesso anno Berlusconi rinunciò all'ultimo minuto a presenziare alla commemorazione per sottoporsi, secondo i comunicati stampa, ad un piccolo intervento all'ernia. Non tornerà mai più (scriverà però nel 2001 un articolo sul Foglio di Giuliano Ferrara per esaltare Falcone e Borsellino "veri magistrati").

Nel 1997 si faticherà non poco a trovare artisti disposti ad esibirsi per il concerto sui terreni sequestrati a Riina: solo Battiato e Carmen Consoli rinunciarono ai rispetti impegni per esserci.

Nel 2006 la Rai rinvia, con la motivazione della "par condicio", la fiction su Falcone.

Nel 2012 Gianfranco Miccichè ha sostenuto che intitolare l'aeroporto di Palermo a Falcone e Borsellino è stato "un errore" e un danno per il turismo.

Intanto però la memoria in vent'anni si è insinuata nella vita di tutti i giorni con nomi di strade, piazze, sale, scuole, aeroporti.

Una memoria semplice, a volte banale, a volte superficiale. Però è lì comoda, a disposizione dei molti o dei pochi che ci sono e che ci saranno.

Come diceva quel brav'uomo di Antonino Caponnetto: in fondo forse meglio la retorica che il silenzio.

mar 21 maggio 2013

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La scorsa settimana a Kathmandu un incendio ha distrutto la storica libreria "Pilgrims Book House", un posto immancabile della capitale del Nepal.

Shashank Shrestha ha scattato alcune tristi (ma belle) foto.

Pilgrims book house

lun 20 maggio 2013

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Smartphone un po' dappertutto. Del resto ormai sono numeri a dieci cifre quelli delle statistiche: 1 miliardo e rotti di telefoni intelligenti in giro per il mondo. E cresceranno.

L'altro giorno Daniel Hughes, pilota con la passione dell'alpinismo ha scalato l'Everest (in una giornata perfetta per la vetta) e poi ha videochiamato con lo smartphone dello sponsor quelli della BBC in diretta dalla vetta.

La notizia in verità non è questa, la notizia è che roba così non fa più notizia. Troviamo quasi normale e familiare poter utilizzare la tecnologia in qualsiasi posto di questo pianeta sempre più piccolo.

In verità Hughes per videochiamare quelli della BBC ha usato sì un normale cellulare, ma collegato ad un modem satellitare che costa parecchie migliaia di dollari. Ma questi son particolari.

Del resto quel gran circo che è diventato l'Everest non si può considerare più un "posto remoto" (al campo base da un paio d'anni c'è una copertura 3G ballerina).

Gli unici problemi vengono dal governo nepalese che fatica ad adeguarsi ai progressi della tecnologia mobile: il ministro del turismo ha aperto un'inchiesta perchè nessuno ha chiesto il permesso di fare una diretta dalla vetta.

sab 18 maggio 2013

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libro su
C'è il "Salone del Libro" a Torino. Google suggerisce quanto sotto per la ricerca "libro su". State allegri.



mer 08 maggio 2013

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messner habeler everest 1978

In un pomeriggio come questo di trentacinque anni fa, Reinhold Messner e Peter Habeler alzavano gli occhi e sopra di loro non trovavano che cielo. Era l'8 maggio 1978 ed erano i primi esseri umani a calpestare la vetta della montagna più alta della terra senza usare altro che i propri polmoni. Un'impresa valutata ai tempi come sconsiderata, se non suicida.

Trentacinque anni dopo l'Everest è diventato in larga parte uno strano, sempre più rischioso, parco giochi. Un parco divertimenti dove la passione per l'esplorazione dei confini ignoti tra uomo e montagna è stata sostituita dai meccanismi ben noti del business dell'avventura a tutti i costi.

Tra un paio di settimane saranno 60 anni dalla prima assoluta sull'Everest, ma la montagna di Edmund Hillary e Tenzing Norgay non è più lì da molto tempo.

ven 03 maggio 2013

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Il re Mida dell'e-commerce negli ultimi dieci anni ?

Un ex hippy sessantenne di Philadephia che nel 1970 diede retta alla fidanzata e aprì un negozio per fricchettoni accanto all'Università della Pennsylvania.

Richard Hayne oggi è presidente e Ceo di "Urban Outfitters" negozio di abbigliamento che dal 2003 al 2013 ha fatto segnare + 9000% nelle vendite online passando da 7 milioni e rotti di dollari a 663.

Meglio di tutti gli altri, pure di Amazon.


mar 30 aprile 2013

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Le battaglie contro le citazioni ad minchiam sono praticamente impossibili.

Ieri il giovane capogruppo del Partito Democratico Roberto Speranza ha ritirato fuori questa attribuendola ancora una volta a Don Milani.

lun 22 aprile 2013

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Ero fuori dall'Italia e lontano da un flusso costante di informazioni mentre tutto accadeva.

Le notizie della rielezione di Napolitano, del PD a pezzi, del Movimento 5 Stelle barricadero arrivavano attutite e perdevano, nella lontananza, gran parte della loro drammaticità.

A guardarvi da lontano mi sembrava più o meno tutto nella norma.

E non so mica se è un bene.

gio 18 aprile 2013

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Marini 1999
Amici, compatrioti, terrestri.

Credo che si sottovaluti con leggerezza la candidatura di Franco Marini e lo straordinario potere in essa contenuto: quello di farci sentire in un botto più giovani di 15 anni.

E siate sinceri con voi stessi, 15 anni in meno li vorreste qui, ora e subito.

Per dire nel 1999, quando Franco nostro si candidava al Quirinale come mediazione D'Alema-Berlusconi (vedi foto), Valentino Rossi vinceva il suo primo mondiale in 250, Lance Armstrong il suo primo Tour e a Seattle cominciavano ad essere no global. In Russia c'era Eltsin, negli Usa Clinton, in Francia Chirac. E Berlusconi era ancora pelato.

Nel 1999 nasceva Napster, ma compravamo ancora un sacco di CD. La versione di Windows era la 98 e gli adoratori di Mac si svenavano per un portatile iBook. Nel 1999 in radio passavano a manetta "50 Special" dei Lunapop e Fazio presentava Sanremo (porta sfiga ?)

Amici, compatrioti, terrestri.

In un mondo che cambia alla velocità della luce, Franco Marini è la vostra imperdibile occasione per sentirvi eternamente gggiovani.

Se siete d'accordo mandatemi un fax.

mer 17 aprile 2013

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tibet gyama landslide
Tutto è ormai sepolto. Anche la verità.

Il governo cinese ha archiviato la grande frana di Gyama di fine marzo sotto la voce "disastro naturale", la stessa versione fornita nelle prime ore dall'agenzia di stampa di stato Xinhua, l'unica autorizzata ad avere inviati sul luogo dell'incidente.

Luogo dell'incidente mai indicato con puntuale precisione e ripreso sempre dalle immagini tv con una certa vaghezza.

Purtroppo o per fortuna però "al Ministero della Verità" non possono cancellare le immagini di Google Earth.

Da quelle immagini dal satellite la storia della frana di Gyama è molto diversa dal "disastro naturale" che ha inghiottito 83 persone.

Nella progressione delle immagini satellitari si nota come la vetta della montagna da cui è partita la colossale frana negli ultimi anni sia stata "lavorata" e "piallata".

Il governo tibetano in esilio ha curato un rapporto, che seppur di parte, è ricco di dettagli circostanziati.

C'è la mano dell'uomo nel "disastro naturale".

Qui sotto due immagini a confronto. La prima inquadra lo stato della montagna nell'estate di 3 anni fa (2010). La seconda evidenzia la portata degli interventi delle escavazioni ad agosto 2012.

gyama tibet frana
gyama jiama tibet frana


dom 14 aprile 2013

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C'è una costante nelle votazioni online del "Movimento 5 Stelle" (oltre la retorica digital-utopistica): la reticenza della Casaleggio Associati a comunicare il numero finale dei votanti.

E' successo la prima volta con le primarie per il Parlamento. Il numero dei votanti effettivi (20.252) fu annunciato, dopo molte insistenze, 12 giorni dopo la "chiusura dei seggi" a margine di un post che parlava di altro.

La stessa cosa è avvenuta per le primarie per il candidato sindaco di Roma: aventi diritto, preferenze espresse, ma niente numero di votanti.

Solo con le regionali della Lombardia il dato è stato comunicato subito (2.003).

Ieri nel caso del tribolato "sondaggione" per individuare una prima rosa di candidati per il Quirinale è successo di nuovo, con l'utilizzo di una formula ancor più ambigua che ha tratto in inganno i più frettolosi: la frase "quasi 50.000 persone hanno potuto esprimere democraticamente, senza chiedere un euro a nessuno, la loro preferenza per il Capo dello Stato" non svela il numero dei votanti ma solo quello degli aventi diritto (48.282).

Motivi pratici e logici per questa continua reticenza ed ambiguità nel comunicare un dato banale non ci sono.

Non possono essere evidentemente ragioni tecniche, perchè un sistema di voto che non individui immediatamente il numero di votanti non ha ragione di esistere.

Sembra più che altro una questione di marketing:
la difficoltà ad ammettere un numero comunque ridotto di votanti, una base militante piuttosto esigua per un movimento che fa della partecipazione attiva dei cittadini una ragion d'essere.

gio 11 aprile 2013

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A Beppe piace ricordare molto spesso (anche oggi nell'intervista a Metro) che i deputati e senatori del Movimento 5 Stelle sono i più laureati del Parlamento:

"88% of them have a university degree"

Per quello che conta (un titolo di studio non trasforma automaticamente le persone in buoni politici) è un dato farlocco.

Anzi i dati dei laureati eletti nel Movimento 5 Stelle sono sotto la media del Parlamento.

Su 109 deputati, 72 hanno un titolo universitario (66%)
Su 53 senatori, 32 sono laureati. (60%)

La media tra Camera e Senato si ferma al 64% sotto altre forze politiche come PD, PDL, Scelta Civica.


freelance

Come scrivo e di cosa scrivo fuori di qui.

Assaggi nel caso vogliate farmi qualche proposta decente, eventualmente anche indecente.



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