sab 12 maggio 2012 Commenti (4) Stampa Permalink | Mi accorgo che in questo momento i siti di Michela Vittoria Brambilla (compreso il nuovo www.vacanzea4zampe.info) sono stati "defacciati". (per ingrandire l'immagine cliccare). |
sab 12 maggio 2012 Commenti (4) Stampa Permalink | Una vicenda piccola e marginale. Ma allo stesso tempo una vicenda esemplare, da riassumere in pochi passi, per intuire i meccanismi della gestione della cosa pubblica adottati da una classe politica cialtrona, inefficiente e predatoria. Luglio 2009 : il "Ministro" per il Turismo Michela Brambilla presenta il sito "www.turistia4zampe.it" e relativi spot. Il sito viene realizzato dalla Viamatica srl, azienda di proprietà di un collaboratore politico della Brambilla, candidato "trombato" alle elezioni del 2008 e diventato poi consulente della Brambilla al dipartimento del turismo. L'importo per la realizzazione del sito non è noto. Gli spot istituzionali legati al progetto "Turisti a 4 Zampe" invece, secondo quanto riportato da "Il Fatto Quotdiano", vengono realizzati dagli amici degli amici per un importo di 180.000 euro. Nel maggio del 2012 l'ex ministro Brambilla, ora semplice Onorevole, presenta insieme al Sottosegretario alla Salute Cardinale un "nuovo" sito: www.vacanzea4zampe.info. E' in sostanza il clone del "vecchio" www.turistia4zampe.it (stesso codice e database) che però è tuttora attivo e patrocinato dal Ministero della Salute. La differenza sostanziale è che il nuovo "Vacanze a 4 zampe" è intestato direttamente a Michela Brambilla e alla sua associazione, mentre "Turisti a 4 zampe" è in mano pubblica. Per usare una metafora: un sindaco apre un ufficio di informazioni turistiche e affida i lavori ad una ditta che in precedenza ha costruito casa sua. Dentro all'ufficio ci mette a lavorare gli amici. Quando termina il mandato apre un suo ufficio informazioni con tutto il materiale preso dal vecchio ufficio (che rimane attivo) e convince pure il nuovo sindaco ad inaugurarlo magari prendendo anche qualche contributo. Così stiamo messi in questo benedetto paese che rischia di andare a zampe all'aria. |
gio 10 maggio 2012 Commenti (0) Stampa Permalink | Tre anni fa raccontavo le vicende legate "Turisti a 4 zampe", sito promosso dall'allora ministro, senza ministero, Michela Brambilla. Oggi scopro che il Ministero della Salute e la Brambilla hanno presentato un "nuovo" portale: "Vacanze a 4 zampe". A prima vista i due siti, per così dire, si assomigliano (cliccare sulle immagini per ingrandire). Una differenza è che il dominio www.turistia4zampe.it è intestato alla struttura pubblica del dipartimento del turismo, mentre il "nuovo" portale è intestato direttamente a Michela Brambilla e alla sua associazione (come reparto tecnico c'è sempre la fedele Viamatica). Perchè il Ministero della Salute patrocini due siti identici (due cloni in tutto e per tutto, pure nel codice) è un piccolo mistero. In tempi di crisi le vacanze a 8 zampe sono da considerare come uno spreco ? --------------------------- aggiornamento: pare manderanno anche vetrofanie per gli esercizi commerciali che aderiscono all'iniziativa. Esercizi che probabilmente inizieranno una collezione visto che c'erano le vetrofanie anche nel 2009 per il portale "turisti a 4 zampe". Se volete esercitarvi nel "scova la differenze" ecco le immagini: Intanto nella conferenza stampa di presentazione la Brambilla parte in quarta e chiama il nuovo portale come "turisti a 4 zampe". Sorry Michela, quello l'avete presentato nel luglio del 2009. |
mer 09 maggio 2012 Commenti (2) Stampa Permalink | Come si anticipava qualche giorno fa da queste parti, i soliti noti cercavano di far riconoscere la laurea albanese di Renzo Bossi in Italia. |
ven 04 maggio 2012 Commenti (0) Stampa Permalink | Esempio (uno dei tanti) di cattivo giornalismo sui suicidi: questo. Ieri il Comune di Carpi ha smentito che si tratti di un suicidio a causa della crisi economica. La vittima era seguita da molto tempo dal servizio di igiene mentale ed era inabile al lavoro per problemi di salute. Però magari nessuno si prenderà la briga di cancellarlo da quelle "statistiche" giornalistiche sulla crisi che sono molto di moda. E magari ci si faranno editoriali e tabelle. E il cattivo giornalismo continuerà ad ignorare le conseguenze della propria superficialità. |
gio 03 maggio 2012 Commenti (0) Stampa Permalink | E' probabile che Belsito (già esperto di titoli accademici facili) stesse preparando a Renzo Bossi il seguente percorso: titolo di laurea conseguito in Albania e riconoscimento di equipollenza in una università "amica" della Padania. Il tutto ovviamente con destrezza fantozziana, tanto che pare che al consolato italiano a Tirana (organo deputato a rilasciare un documento fondamentale come "la dichiarazione di valore") se ne fossero accorti da tempo, congelando la pratica. (cliccare per ingrandire l'immagine) |
mer 02 maggio 2012 Commenti (0) Stampa Permalink | Titoli di apertura sui quotidiani online perchè il governo in fondo ad una pagina interna sulla "spending review" ha messo un link al vecchio modulo dei contatti di Governo.it ? Mucchi di tweet sul tema "segnala online gli sprechi al governo" e Beppe Grillo che ci fa un post. Fermate tutto che voglio scendere. |
gio 19 aprile 2012 Commento (1) Stampa Permalink | “Non fare la fine della Grecia” è un argomento che in questi anni i governi italiani (politici e tecnici) hanno agitato spesso e volentieri davanti all'opinione pubblica prima di varare manovre o imporre sacrifici. La Grecia è diventata suo malgrado la metafora più efficace dell'orlo dell'abisso, il confine ultimo tra salvezza e disastro. E' successo anche ieri quando il Presidente del Consiglio Mario Monti ha evocato un numero: 1.725. A differenza di altre occasioni, l'economista Monti non stava parlando di prodotto interno lordo, di tassi di disoccupazione, di debito pubblico. Stava parlando di morti. Di più, stava parlando di suicidi. Leggi Tutto.... |
ven 13 aprile 2012 Commenti (0) Stampa Permalink | Premessa doverosa: le storie e i dolori legati ad un suicidio non si possono annullare in una fredda tabella di statistiche. I dati però possono aiutare a capire meglio i confini tra percezione e realtà. In queste settimane i suicidi connessi alla crisi economica sono usciti dalle pagine di cronaca di provincia per finire nei dibattiti giornalistici e televisivi, fino ad arrivare nelle aule del Parlamento. Antonio Di Pietro qualche giorno fa ha tirato in causa direttamente la coscienza del Presidente del Consiglio, sui cui peserebbero queste tragiche morti. Per capire se siamo di fronte ad un fenomeno sociale drammaticamente straordinario per il nostro Paese è necessario farsi qualche domanda. Quante persone si tolgono la vita in Italia ? Gli ultimi dati ufficiali dell'Istat si riferiscono al 2010 quando si sono registrati 3.038 suicidi e altri 3.101 sono stati tentati. Quanti di questi suicidi sono avvenuti per motivazioni economiche ? I suicidi vengono catalogati in base a quanto scritto nei rapporti delle forze dell'ordine. Nel 2010 le "motivazioni economiche" hanno riguardato 187 casi di suicidio e 245 di tentato suicidio. Una percentuale minoritaria. La cifra assoluta è però da approssimare in eccesso perchè circa un terzo di tutti i suicidi non trova nei documenti ufficiali una ragione specifica. La crisi economica ha fatto aumentare i suicidi in Italia ? Sì e no. Se si guardano i dati disponibili degli ultimi 10 anni (2001-2010) si nota che i suicidi avvenuti (e quelli tentati) rimangono più o meno costanti nel tempo. Nel 2008 e 2009, periodo di profonda crisi economica i suicidi totali sono inferiori ad anni economicamente più floridi come il 2003 e 2004. E' vero invece che nel 2008 e 2009 sono drammaticamente aumentati i suicidi legati alle "motivazioni economiche". E oggi ? Non ci sono dati ufficiali nemmeno per il 2011* e quindi per analizzare questi primi mesi del 2012 bisogna scorrere le rassegne stampa. Un metodo senza un'affidabilità certa ma che può almeno dare un'idea di massima: probabilmente il 2012 non vedrà aumentare il numero di suicidi rispetto agli scorsi anni e allo stesso tempo potrebbe registrare un numero inferiore al 2009 per quelli con motivazioni economiche. In tutti i casi, sempre davvero troppi. *gli unici dati ufficiali sono quelli dei tanti morti suicidi in carcere: 66. Leggi Tutto.... |
mer 11 aprile 2012 Commenti (0) Stampa Permalink | Un paio di "ricerche" uscite in questi giorni negli Stati Uniti : - tra i dieci peggiori mestieri fa la sua comparsa il giornalista. Quasi quasi peggio del boscaiolo. - tra le dieci "industrie morenti" degli Stati Uniti ottima prestazione ( si fa per dire) degli editori della carta stampata. Mentre a queste latitudini si continua a discutere di Ordine. |
mer 11 aprile 2012 Commenti (0) Stampa Permalink | Prima pagina di Corriere.it oggi. |
mer 11 aprile 2012 Commenti (0) Stampa Permalink | La Wipo non è esattamente un covo di rivoluzionari. Del resto un'istituzione che si chiama "Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale" con tutte quelle maiuscole potrebbe mai esserlo ? Nel 2011 negli uffici della Wipo hanno esaminato 2.764 dispute su nomi di domini . Quasi sempre sono grandi aziende famose che cercano di impedire l'uso del proprio marchio negli indirizzi internet in giro per il mondo a perfetti sconosciuti. Quasi sempre (nel 90% dei casi) la Wipo ha dato ragione a Golia e non a Davide. Poi è arrivata Mediaset che la scorsa estate si è scordata di rinnovare il dominio mediaset.com che è andato all'asta e a settembre è finito nelle mani della Fenicius LLC, società del Delaware. A Cologno Monzese non l'hanno presa bene e sicuri del fatto loro ad inizio novembre hanno mandato avanti gli avvocati prima a Ginevra e poi, ad abundantiam, anche alla nona sezione del tribunale civile di Roma. A Ginevra l'azienda di Berlusconi ha avuto poca fortuna. Ci sono infatti tre condizioni strettamente necessarie da soddisfare per ritornare in possesso di un dominio: - il nome deve essere identico o molto simile al marchio. - si deve dimostrare che chi ha registrato l'indirizzo del sito non ha alcun diritto o legittimo interesse a tenerlo. - si deve dimostrare la "cattiva fede" del registrante. Senza dimostrare anche una sola di queste condizioni, il dominio rimane dov'è. Per gli esperti di Ginevra Mediaset non è riuscita a portare le prove della cattiva fede e a quel punto non si sono messi nemmeno ad analizzare se il signor Didier Madiba della Fenicius LLC avesse diritto o legittimi interessi a tenersi mediaset.com. Poi oggi, due mesi dopo, è arrivata la decisione del tribunale civile di Roma contro Madiba e la relativa "inibizione all'uso del nome e del dominio mediaset.com e 1.000 euro di penale per ogni giorno di ritardo nell'esecuzione del provvedimento". Decisione che dal punto di vista pratico non pare avere alcun valore (sito registrato negli Stati Uniti da una società degli Stati Uniti, registrazione convalidata dall'agenzia Onu per la proprietà intellettuale) ma che Mediaset saluta con un roboante comunicato stampa che si conclude con queste parole: "..ciò non toglie che la materia sia diventata un'autentica giungla da disboscare. La strada giudiziaria non può essere la soluzione: richiede alle aziende investimenti economici e intellettuali e contribuisce a intasare la giustizia civile. Ormai il problema ci sembra urgente e lo segnaliamo alle autorità competenti". E' abbastanza evidente, anche ai più ingenui, che Mediaset qui non parla più solo di domini ma sta tirando la volata al tanto desiderato provvedimento dell'Agcom sul tema del diritto d'autore su internet. E a questo punto forse Didier Madiba non è l'unico che si deve preoccupare. |
ven 06 aprile 2012 Commenti (0) Stampa Permalink | Ieri Steve Bullock (Attorney General del Montana) ha reso pubblici i risultati dell'indagine durata un anno sulla vicenda di Greg Mortenson e del Central Asia Institute. Il risultato è che il CAI dal prossimo anno dovrà dotarsi di un nuovo consiglio di amministrazione composto da sette membri nuovi di zecca. Di questo consiglio non farà più parte Mortenson che rimarrà come dipendente dell'associazione. In totale l'autore di "Tre tazze di tè" dovrà restituire al Central Asia Institute 980.000 dollari per spese di viaggio e diritti sui libri. Visto che 420.000 li ha già versati nel 2011, il conto si riduce a 560.000 dollari che Mortenson però oggi non ha. Gli sono stati concessi tre anni di tempo e dovrà ipotecare le sue proprietà. |
gio 05 aprile 2012 Commenti (0) Stampa Permalink | E' partita la campagna dell'industria video-musicale per ottenere dall'Agcom (in scadenza) l'approvazione del regolamento sul diritto d'autore online. A quanto pare la strategia prevede, oltre ad un corposa attività di lobbying a livello governativo e parlamentare, anche la conquista “dei cuori e delle menti “ a colpi di spot. Se qualche anno fa si puntava sui toni intimidatori nei confronti dei consumatori (“scaricare è come rubare”) oggi si assoldano i bei nomi della musica leggera e d'autore italiana e si sceglie come bersaglio grosso quei “motori di ricerca e social network” che si opporrebbero al varo della normativa e ucciderebbero la cultura e la creatività. Caso vuole che lo spot sia stato caricato e diffuso dagli autori su uno di questi efferati killer della cultura meglio noto come Youtube. Detto questo, a me vedere Franco Battiato leggere i gobbi con le sciocchezze colossali scritte e ripetute da anni dai consulenti dell'industria audio-visiva ha messo un po' di tristezza. Un po' tanta. |
mar 27 marzo 2012 Commenti (0) Stampa Permalink | "La paura è già finita... le crociere fanno il pieno" titola "Il Giornale". "Costa, nonostante gli incidenti prenotazioni in aumento" chiosa "La Repubblica". Quelli di Costa Crociere sono anche da capire, vista la situazione. Però almeno si mettano d'accordo con la "casa madre" che non più di due settimane fa dava dei numeri un po' diversi : 80-90% in meno di prenotazioni nel primo mese dopo l'incidente della Costa Concordia e 40-50% a marzo. |
mar 27 marzo 2012 Commenti (0) Stampa Permalink | Sono critiche le condizioni di Jamphel Yeshi, esule tibetano di 27 anni che ieri si è dato fuoco a Delhi come estremo gesto di protesta verso il governo cinese. A differenza delle auto-immolazioni che sono avvenute in Cina, di quella di Jamphel Yeshi (avvenuta in India) esiste un'ampia e tragica documentazione video-fotografica. Intanto è ripresa su Twitter l'intesa attività di spam anti-tibetana di hashtag come #tibet e #freetibet. |
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