Tre anni di Registro delle Opposizioni

Ad inizio febbraio il Registro delle Opposizioni compie 3 anni.

La Fondazione Bordoni, che si occupa della gestione tecnica dello strumento “anti-telemarketing”, ha fornito gli ultimi dati aggiornati al 1 gennaio 2014: le utenze iscritte sarebbero 1.242.221, addirittura in calo per la prima volta (se non si tratta di un errore nei conteggi) rispetto al mese precedente. In un anno gli iscritti sono aumentati meno di 50.000 unità, ad un media di circa 4.000 al mese.

Dopo 3 anni quindi le utenze iscritte sono circa il 9% del totale (in 10 anni in UK erano al 60%). Un risultato deludente, ben previsto, a suo tempo, dalle lobby del settore, consapevoli della convenienza numerica e percentuale del passaggio dall’opt-in all’opt-out.

 

Il modello argentino

Con un’inflazione che galoppa in abbondante doppia cifra (al di là delle rilevazioni governative) in Argentina gli acquisti su e-commerce esteri sono parecchio utilizzati. O almeno lo erano.

Per mettere un freno al fenomeno già da tempo il governo tassa tutti gli acquisti esteri con cifre che possono arrivare all’85% del valore del bene. Inoltre ha complicato il processo di acquisto con adempimenti burocratici (compilazione di moduli fiscali) e in questi giorni ha imposto un limite di soli 2 acquisti annui a soggetto.

Per una volta non c’è niente da invidiare all’estero.

Una cosa semplice

Vedi il promo di un vecchio film alla tv.

Ti viene da cercare una cosa su Wikipedia.

Trovi il nome di un tizio.

Scovi la pagina di una minuscola casa editrice.

Compri un libro semi-clandestino di 400 pagine, ma in versione ebook a 1,79 euro.

Scopri una storia incredibile che a Hollywood ci farebbero la firma.

Ecco a me della Rete è sempre piaciuta questa cosa semplice qui, che ti permette di scoprire storie incredibili.

E chi l’ha detto ?

Qualche ora fa Fiorella Mannoia, sempre molto attiva sui social, sul tema dell’annunciata decurtazione di 150 euro dallo stipendio di decine di migliaia di insegnanti ha pubblicato la citazione che trovate nell’immagine qui a fianco, attribuendola a Calvino.

E però Calvino non l’ha mai scritta.

E’ un datato equivoco che viene da uno scritto di qualche anno fa sul blog della professoressa Gabriella Giudici (la citazione è da attribuire a lei).

Da lì è partito il copia-incolla virale.

Un piccolo episodio. Verrebbe da dire ininfluente.

Però simile a moltissimi altri.

Mastella che cita in Parlamento Pablo Neruda, che poi Neruda non è. Saviano che cita don Milani che don Milani non è.

C’entra molto credo la velocità del nostro tempo, la massa infinita di informazioni (troppe da controllare) e una diffusa trascuratezza per i dettagli.

Forse abbiamo un problema e quindi: “be careful about quotes found on the internet, they might be wrong.” Come diceva Albert Einstein.