Le regole

Io sono in maglietta e la ragazza di fronte è imbacuccata come se ci fosse un freddo becco. Ha la cuffia di di lana quasi calata sugli occhi, la giacca tirata su, come il bambino seduto li a fianco.

La bambina bionda due sedili avanti canticchia le canzoni imparate alla scuola materna. Deve essere l’orgoglio della nonna francese che la riporta a casa dopo la gita in Italia. È bionda e dolcissima.

Le signore italiane a fianco parlano di gelsomini e di vacanze.

Il treno parte e viaggia piano. La ragazza non incrocia mai lo sguardo, il bambino sta lì a testa bassa.

La bambina bionda continua a cantare. Canta anche quando a Mentone la gendarmerie sale e ordina con professionalità e decisione alla ragazza imbacuccata e al bambino a fianco di scendere dal treno. Si alza e la sua giacca mostra il profilo di un altro cinno in arrivo. Sul piazzale il pulmino della polizia li attende per riportarli in Italia.

“Sono le regole” chiosa la signora italiana e torna a parlare di gelsomini.

La bambina bionda continua a cantare dalla parte giusta del confine e del mare.

A Monaco salgono i controllori francesi. Le signore dei gelsomini hanno fatto confusione con i biglietti: non sono validi, devono rifarli e pagare 50 euro a testa. Protestano per quello che possono, ma mi spiace dice il controllore. “Sono le regole.”

Buona Pasqua a chi è in regola e sopratutto a chi non lo è.

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