Il governo del fare

La scorsa settimana il Governo Italiano ha pubblicato sul proprio sito ufficiale un dossier sull’attività di questi due anni. Nelle intenzioni una summa delle cose fatte.

Non bisogna addentrarsi troppo nella lettura per capire che il concetto di “cose fatte” è abbastanza aleatorio (per usare un eufemismo).

Basta fermarsi al capitolo 1, punto 4: banda larga.

Disposto un finanziamento di 800 milioni di euro per il periodo 2007-2013 per adeguare nelle aree sottoutilizzate le reti di comunicazione elettronica pubbliche e private all’evoluzione tecnologica della banda larga.

Che poi quei soldi non li abbia visti ancora nessuno, è un semplice dettaglio.

La guerra a colpi di fertilizzante ?

Raccontano con nell’ Helmand, regione da dove viene buona parte dell’oppio afgano (che è il primo produttore al mondo), molti coltivatori siano disperati.

Una misteriosa malattia sta attaccando i raccolti di oppio.

Secondo alcune fonti ufficiali si va dal 25% al 50% delle piante.

Gli stessi coltivatori nutrono forti sospetti sul governo e gli alleati che hanno imposto quest’anno l’uso di un nuovo fertilizzante per evitare quelli al nitrato di ammonio, troppo utili al confezionamento di bombe.

Una guerra ai Talebani a colpi di fertilizzante ?

JoinItaly.com: social network ad personam

<%image(joinitaly.jpg|800|482|joinitaly)%>Lanciato 5 mesi fa con il solito entusiasmo del ministro Brambilla, Joinitaly.com ha collezionato i seguenti numeri:

Utenti registrati : 435. In gran parte non attivi. Tanto per dire: è la seconda volta che accedo, sono il settantesimo utente più visitato.

Di quelle poche decine di utenti attivi il più visto è Edoardo Colombo (aka il Giulivo), già antesignano di Circoli della Libertà e oggi collaboratore di diversi ministeri.

Il quinto utente più commentato è invece “Saleccia” alias Luca Moschini, collaboratore del ministro Brambilla. La società di cui è titolare Moschini si è occupata tra le altre cose della realizzazione di “Italia a 4 zampe”.

Il totale dei consigli di viaggio raccolti è 13.
Gli itinerari proposti dagli utenti sono la cifra astronomica di 3.

Le foto totali caricate sul social network sono 347.

La più vista è stata caricata, manco a dirlo, da Luca Moschini.

La più commentata è invece quella che trovate qui a fianco.

Direi sufficientemente emblematica dell’utilità di Joinitaly.com.

L’iPhone, il battito di ali, il Vietnam

Oggi molte attenzioni tecnologiche dei media sono puntate sul Vietnam per via di un video che mostra un presunto prototipo del nuovo modello di iPhone.

Il video non dice molto di nuovo rispetto ad altri iPhone sbucati nelle settimane precedenti.

Eppure stiamo lì a guardare un incomprensibile video vietnamita.

Non c’è niente di male nel farlo.

Non dobbiamo però dimenticare che questa morbosa attenzione verso i prodotti tecnologici di Steve Jobs (morbosità coltivata con cura dalla stessa Apple) non è neutra.

Non è neutra perchè si porta dietro alcune conseguenze.

A volte tragiche come il suicidio del venticinquenne Sun Danyong nel luglio del 2009.

Era un dipendente della Foxconn, grande multinazionale asiatica che lavora anche per Apple.

Volò giù dal suo terrazzo dopo essere stato accusato del furto di un prototipo di iPhone e dopo che la sua casa era stata perquisita dalla sicurezza aziendale.

Dicono che l’iPhone nel video vietnamita venga da lontano, dagli Stati Uniti. E’ possibile.

Se venisse da più vicino invece, Foxconn avrebbe qualche imbarazzo nel mantenere il piano di investimenti in Vietnam annunciato qualche settimana fa.

Un’altra possibile conseguenza della nostra innocente morbosità tecnologica.

La fila all’inglese

Una legge elettorale orrenda, ma un buon “processo” elettorale.

Costoso forse, ma funzionante anche con picchi di votanti del 90%.

E’ quello che ho sempre pensato in questi dieci anni e più di frequentazione dei seggi elettorali italiani.

Al netto dei piccoli casini di ogni elezione in qualche seggio, il sistema che sta dietro al voto italiano è una macchina che funziona bene.

E se pensate ai voti americani con le schede perforate o alle file degli elettori inglesi di queste ore (con affluenza inferiore al 70%), beh ne usciamo decisamente bene.

Gabriella Carlucci dagli occhi a mandorla

Wang Chen, direttore dell’Information Office of the State Council cinese, ha rivelato l’intenzione di restringere ancor di più gli spazi di libertà in Rete:

Earlier efforts to adopt a real-name registration system for website moderators at major news portals and big commercial sites, as well as a ban on “anonymous” comments following news stories, have achieved substantial results, Wang told the country’s top legislature last Thursday.

We’re also exploring an identity authentication system for users of online bulletin board systems,” he said.

Il minimo etico di Scajola

La linea difensiva di Claudio Scajola si attesta oggi sulla linea del Piave rappresentata dal codice penale: non sono indagato quindi cosa volete da me ? Perchè mi dovrei dimettere ?

E’ come se un ministro andasse in tv e ruttasse in faccia ad un avversario.

Non ha infranto nessun articolo del codice penale, ma nessuno si stupirebbe delle sue dimissioni.

Del resto se un ministro chiama “rompicoglioni” una vittima di terrorismo non commette nessun reato, ma tende ad dimettersi un minuto dopo.

Montagna: singolare, femminile

<%image(Elizabeth Hawley.jpg|400|400|miss Elizabeth Hawley)%> Nonostante la fame facevo una fatica maledetta a buttare giù le cucchiaiate. Avevo (ed ho) uno stomaco di vedute piuttosto ampie ma quella volta no, era solo il dovere di ospite a spingere quel non-saprei-cosa verso la mia bocca.

Anche lassù a 5.700 metri la grande tenda della spedizione coreana era drammaticamente ordinata, quasi marziale, ipertecnologica e sponsorizzata. O almeno così pareva a noi, minuscola combriccola di provincia emiliana con una tendina per dormire, una tendaccia per mangiare e una beh, una per quello che rimane.

Nel circo alpinistico himalayano i coreani sono una specie di corazzata. Li battezzeresti in genere un po’ stronzi, ma diciamo che molto giocano le distanze culturali e quel non capacitarsi fino in fondo di come un paese che ha più colline che montagne (la vetta più alta è un vulcano di 2.700 metri piazzato su un’isola) investa così tante energie, persone (e soldi) nell’alpinismo moderno.

Oggi quelle energie e quei soldi hanno portato la coreana Oh Eun-Sun ad essere la prima donna al mondo a salire tutti i 14 ottomila del pianeta Terra. Un orgoglio per la sua nazione e per i milioni di appassionati di montagna coreani (pare che gli iscritti ai “Club Alpini” siano più di un milione).

La corsa femminile al tetto del mondo però non è finita. E a scrivere il finale toccherà molto probabilmente ad un’altra donna. Una donna che ha dedicato tutta la sua vita alle montagne senza averne mai salita una.

Questa donna si chiama Elizabeth Hawley. E’ un minuscola signora di 87 anni. Nel 1960 il suo mestiere di giornalista la porta in Nepal. Non ripartirà più.

Oltre a possedere uno straordinario Maggiolone azzurro con targa nepalese con cui gira per Kathmandu (foto a fianco), è anche la custode di uno sterminato database di interviste a coloro che hanno salito (o hanno affermato di aver salito) le montagne himalayane.

E’ lei che ha strumenti ed esperienza riconosciuti dall’alpinismo mondiale per “certificare” le vette. Più di una volta le è toccato smascherare bugie, imbrogli e finti record. E da lei dovrà passare Miss Oh a raccontare non tanto la sua ultima salita all’Annapurna ripresa in diretta tv, quanto quella molto discussa (sopratutto dalla rivale spagnola Edurne Pasaban) al Kangchenjunga.

Ma in questo intreccio di donne e montagne, un posto d’onore spetta a Nives Meroi. In lei, che ha rinunciato a questa rincorsa al cielo per rimanere fedele al suo ideale di alpinismo e ai suoi affetti, si riconosce chi ama la montagna con la emme minuscola.

Montagna. Sostantivo femminile e singolare.

Toglieteli le news ma non l’Ipod (ma anche no)

Sono abbastanza stupito.

Il New York Times ha scritto due giorni fa di un nuovo studio sulla dipendenza da internet e nessun quotidiano italiano ci si è ancora fiondato. Sarà il week end.

Di solito, in occasioni come queste, si tende a cucinare prontamente qualche articolo strampalato in cui i titolisti possono dare ampio sfogo alla propria verve.

Tra l’altro nel piccolo studio dell’università del Maryland (200 ragazzi coinvolti per un’astinenza mediatica di 24 ore) ci sono anche cose interessanti.

Una delle migliori è il capitolo dedicato ai vantaggi della “disconnesione”.

“I usually see a lot of my friends or people I know on my way to class and not having my iPod on with my earbuds in my ear gave me the excuse to actually have a conversation on my way to class.”

Qui il blog dello studio.

Consigli di viaggio a De Magistris e Alfano

Pur non arruolandomi nelle schiere di quelli che amano l’anti-politica a buon mercato e convinto che un buon amministratore e un buon legislatore vadano pagati il giusto, qualche consiglio di viaggio a Luigi De Magistris e Sonia Alfano mi sento comunque di darlo, viste anche le loro reazioni (1 e 2) all’inchiesta dell’Espresso sui voli “charter” per i parlamentari europei diretti a Strasburgo.

Consigli applicabili in vista, ad esempio, della plenaria del mese di giugno (14-17 giugno 2010).

Niente levataccia alle 5 del mattino per Luigi De Magistris e spesa totale, andata e ritorno, a meno di 500 euro (rispetto ai 1.400 del finto-charter).

Come ?
Organizzando il viaggio come molti milioni di europei fanno ogni giorno da anni: con internet e po’ di spirito di adattamento.

Lunedì 14 giugno

ore 09.00: partenza in auto da Catanzaro per Lamezia.
ore 10.15: caffè all’aeroporto in attesa dell’imbarco.
ore 11.20: partenza del volo Alitalia per Roma.
ore 12.30: arrivo a Roma Fiumicino.
ore 12.45: pausa pranzo.
ore 13.10: partenza volo Easyjet per Basilea.

(l’aeroporto Basel-Mulhouse-Freiburg è a 115 KM di autostrada da Strasburgo)

ore 14.45: arrivo a Mulhouse.
ore 15.00: noleggio auto per Strasburgo.
ore 16.15: arrivo al Parlamento Europeo.
ore 17.00: inizio sessione plenaria.

Ritorno con partenza venerdì 18 mattina.

Totale della spesa andata e ritorno (compresi noleggi) intorno ai 500 euro. Inconveniente: arrivare con poco anticipo alla plenaria. Ma se proprio uno vuole fare con calma ( e partecipare alle pre-riunioni) può partire la domenica e dormire a Strasburgo.

Sonia Alfano partirà invece alle 8.50 da Palermo per Roma Fiumicino da dove prenderà lo stesso volo di De Magistris, con cui potrà condividere le spese di noleggio dell’auto fino a Strasburgo.

Totale del viaggio circa 7 ore e spesa andata e ritorno ancora più economica (200 euro di volo a/r più le spese di noleggio).

E addio agli “aerei fatiscenti con servizio di pessima qualità“. E tanti saluti alle troppe ore di viaggio. E ovviamente stop alle levatacce.