Kafka era un dilettante

Pensionata ex dipendente Poste Italiane per poter ritirare la pensione ( non più pagata in contanti ) apre un conto con Poste Italiane che per gli ex-dipendenti è gratis. Per poter aprire però un conto agevolato con Poste Italiane deve dimostrare di essere davvero una pensionata di Poste Italiane e trasmettere a Poste Italiane un vecchio certificato della pensione pagata da Poste Italiane.

Un anno di Registro delle Opposizioni

Il 1 febbraio del 2011 entrava in funzione il Registro delle Opposizioni, elenco a cui iscriversi per non ricevere più telefonate pubblicitarie.

Una data che ha segnato il passaggio dall’ opt-in (mi telefoni solo se ti do il consenso) all’ opt-out (non mi telefoni solo se te lo nego espressamente).

In dodici mesi si sono iscritti al registro poco più di 900.000 utenti, più della metà (565.000) nei primi quattro mesi.

Poi il trend si è stabilizzato intorno ad una media di 45.000 iscrizioni al mese.

A dicembre 2011 uno dei dati peggiori: 1.000 iscritti al giorno.

900.000 iscritti rappresentano circa il 6% del totale delle utenze.

In Gran Bretagna per arrivare al 60% ci hanno messo dieci anni.

Noi dove saremo da qui al 2021 ?

I millimetri di Alemanno

E’ stato commovente vedere il sindaco della capitale di una nazione occidentale e moderna (all’anagrafe Gianni Alemanno laureato in ingegneria ambientale) andare a tutti i telegiornali sventolando il foglio con le previsioni della Protezione Civile accusando che erano previsti al massimo 35 millimetri di neve.

E nessuno, men che meno un giornalista, lì a spiegargli che i 35 millimetri erano di precipitazioni e che di media in condizioni normali si possono considerare 30 centimetri di neve.

Siam messi così.

La chiamavano galaverna

Sulle colline di casa da qualche giorno si è fatta viva la galaverna che, per quelli che gli è rimasta dentro un po’ di insana curiosità da seienne, è sempre un bello spettacolo. (cliccare per ingrandire)

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Ponzoni fa rima con Formigoni

Il video con le dichiarazioni scomposte di Formigoni sul caso Ponzoni pare essere un piccolo segnale che tutto sta per andare a gambe all’aria.

Definire vicende esclusivamente personali (e non politiche) quelle di un ex assessore accusato, tra le altre cose, di finanziamenti illeciti alla campagna elettorale e di rapporti con esponenti della malavita organizzata, pare l’ultimo azzardo di un politico alla deriva. Il passo successivo è l’ormai abusato passo del “a mia insaputa“.

Pippo Civati riassume il lungo elenco delle faccende personali che hanno investito la Regione Lombardia.

Tornare a fare l’italiano

Provo quasi tenerezza per il ministro Patroni Griffi dopo la sua intervista a Repubblica.

Si intuisce il sincero stupore. Lo stupore di veder analizzata la propria vita al centimetro e al centesimo.

Ma, ahimè, funziona così nelle democrazie: la stampa fa le pulci ai politici.

E capisco anche la nostalgia dei tempi andati, quando uno era solo un grand commis e a nessuno importava del doppio stipendio, della casa dell’Inps al Colosseo scontata, del giro di amici importanti.

Insomma di quando uno poteva fare tranquillamente “l’italiano” in santa pace e se usciva un articolo sul Manifesto, comunque la notte dormiva.

Quando internet doveva uccidere la musica

Sono usciti oggi i dati di SoundScan sulle vendite musicali negli Stati Uniti per il 2011.

E’ un fiorire di segni “+“.

E anche quando si scende, come nel caso delle vendite “fisiche” degli album (-5%), è una discesa rallentata rispetto al 2010 (precipitate del 20%).

Le vendite degli album (ovviamente compresi i dati del digitale) salgono del 3,2%. Salgono persino le vendite in vinile (+36%).

Per la prima volta nella storia il totale delle vendite digitali supera quelle fisiche (50,3%) toccando il record di 1,27 miliardi di pezzi.

La “coda lunga” va così così: i 77.000 nuovi album usciti nel 2011 hanno rappresentato il 34% degli acquisti totali. Di questo terzo, il 2% di artisti ha fatto il 90% delle vendite.

(fonte)

Una commissione per abolire le commissioni

Un classico italiano: una legge scritta male e una commissione inconcludente.

E’ andata così anche per il provvedimento varato dal fu governo Berlusconi per stabilire il giusto compenso per il lavoro di parlamentare italiano.

Il criterio base era quello di adeguarsi agli standard europei.

Il risultato, dopo mesi, è un pdf di poche pagine con delle tabelle confuse che ammettono l’inevitabile resa.

Stiamo messi così.

Una classe politica delegittimata più che dai propri stipendi dalla qualità (scarsissima) del proprio lavoro.

Pagherei il doppio la metà dei parlamentari in grado di scrivere leggi semplici ma efficaci (e libere dall’influenza di una lobby).

Pagherei il triplo un parlamento trasparente e competente che facesse a meno di commissioni che in sei mesi non riescono neanche a sapere se in Germania esiste un equivalente della “Agenzia Nazionale sulla Sicurezza del Volo” e riempiono una tabella di punti interrogativi.

Per la cronaca esiste e bastano cinque minuti su Google per trovarla. Poi magari con dieci minuti in più si può mandare una mail per chiedere quanto prendono di stipendio.